Perché sprechi il tuo Budget?

PERCHE’ SPRECHI IL TUO BUDGET destinato alle campagne promozionali dei tuoi PRODOTTI DIGITALI con le VECCHIE logiche e TECNICHE TRADIZIONALI.

loseBudgetSei stanco di essere insoddisfatto dei risultati che ottieni dalle tue campagne marketing ?

Ti capisco.

Condivido il tuo disappunto.

Lo so ! Hai stanziato del denaro buono.

Mica ti sei rivolto al primo che passa, sei andato dritto dai canali informativi più consueti, quelli canonici.

Ti sei informato sul potenziale di visibilità che “ti potevano garantire”.

Insomma hai cercato di fare le cose perbenino.

Però ti ritrovi invischiato nella melassa dei brand che nessuno riesce a distinguere.

La tua promozione non riesce a lasciare un segno che la faccia spiccare dalla massa neanche ammazzata.

Eppure l’azienda è consistente, non è di quelle improvvisate, ma il tuo brand fa fatica a far percepire le proprie specificità al pubblico.

Non credo che ti possa in qualche modo confortare, ma questo è il problema della stragrande maggioranza delle aziende, anche al di fuori del settore dentale.

Anche in odontoiatria, nel corso del tempo, abbiamo visto diventare di uso comune innovazioni straordinarie.

Ci sono state quelle tecniche, – ad esempio anestesia ed implantologia – ma anche quelle di sistema, come l’ avvento del marketing.

Certamente quest’ ultimo, anche se è stato usato largamente, è quello che meno si è evoluto e sviluppato.

Perché ?

Perché a livello globale – infatti non è una caratteristica negativa esclusiva del dentale – il marketing è spesso finito nelle mani inappropriate dei creativi e delle loro agenzie.

Questi professionisti sono certamente abili nel confezionare del materiale gradevole, meno se il materiale deve comunicare, lasciamo stare se deve addiruttura vendere.

Di questa inefficacia – effetto collaterale per le agenzie, ma problema centrale per chi come te deve vendere ed ha dei budget da rispettare – vediamo i risultati continuamente ed ovunque.

Solo che ormai siamo così abituati che non ci facciamo nemmeno caso.

Ogni santo giorno sei bombardato da centinaia forse migliaia di messaggi pubblicitari, per comodità – e per grande difetto – accontentiamoci di dire che sono cinquecento.

Però se ti chiedo su due piedi di dirmi qual’ è l’ oggetto che viene pubblicizzato da 3 di questi messaggi, sono sicuro che fai fatica ad individuarli.

Mettiamo che tu ci riesca, mettiamo che sei un supereroe e con i tuoi superpoteri te ne ricordi cinque, è pazzesco 5/500.

Tradotto 1% (teorico) efficace nella memorizzazione, ma non ancora convertito in vendita, incredibile.

Perchè ci accontentiamo di un dato che sfiora il grottesco.

Probabilmente i motivi sono tanti, uno anche se è sciocco, può essere un banale “fanno tutti così”.

Tutto sommato è anche comprensibile. Ci sono aziende colossali che lasciano il proprio marketing in mano ai creativi, i quali confezionano campagne bellissime, solo che non vendono una cippa.

[su_highlight]Un classico esempio didattico è la VOLVO ; una delle sue ultime campagne metteva al centro della scena una pantera ?!?! Il focus su una pantera ?!?! VOLVO è passata dall’essere sinonimo di auto sicura a ……boh. Non lo sanno più nemmeno in VOLVO[/su_highlight]

Purtroppo siamo sempre circondati da frasi del tipo : “Se lo fanno loro ; figurati se quelli buttano i soldi ; facciamolo anche noi” ; e via dicendo, sono sicuro che o le hai sentite o ne sei stato coinvolto.

I Guru della pubblicità hanno istituito dei premi con vario nome – a Cannes c’ è il Leone, a Milano la Notte dei pubblivori ecc. ecc. – che si danno da soli, senza chiedere al pubblico e soprattutto ai clienti.

Ma la cosa ridicola è che premiano quelle che ritengono belle.

Non quelle che hanno venduto di più il prodotto. Dei geni assoluti.

Una volta erano tutti grafici pubblicitari, poi di colpo si sono scoperti esperti di marketing.

Così solo perché è una professione più al passo con i tempi ?

E la preparazione ? Boh.

A me personalmente, ormai molti anni fa purtroppo, sono accadute esperienze ai confini della realtà.

La più suggestiva, ed anche la responsabile dei miei studi dell’ ultimo decennio, è quella di quando mi resi conto che nonostante avessi affidato da epoca preistorica la comunicazione della mia attività a dei “professionisti”, continuavo ad avere un problema nella comunicazione aziendale, sostanzialmente non riuscivo a far percepire il mio prodotto nel modo secondo me corretto.

Mi rivolgo ad agenzie specializzate in web marketing.

Diligentemente faccio una ricerca e fisso degli appuntamenti per incontrare questi professionisti.

E udite udite i primi tre iniziano a illustrarmi come avrebbero potuto migliorare la mia immagine istituzionale, compreso un bel sito con la foto del capannone ecc. ecc.

Dagli altri non sono nemmeno andato.

Sembra allucinante, ma il quadro è questo.

Ed ecco finalmente chiaro il perché ti propinano le solite quattro minchiate all’ infinito.

Non sanno fare di meglio. Infatti fino ad oggi gli unici mezzi che hai potuto utlizzare per promuovere i tuoi prodotti sono stati sostanzialmente i seguenti 5.

[su_list icon=”icon: chevron-right”]

  • La pubblicità su flyers
  • La pubblicità su riviste del settore dentale
  • Depliant e brochures
  • Fiere ed esposizioni
  • Sponsorizzazioni di congressi ed eventi culturali

[/su_list]

Intendiamoci, non è che non si debbano fare in assoluto, ma se non si comprende la realtà che stiamo vivendo e si prendono le dovute contromisure sono tutte azioni strerili.

I 3 grandi errori che fanno le agenzie di comunicazione con i tuoi soldi sono:

[su_list icon=”icon: exclamation”]

  • Vogliono essere creativi.
  • Vogliono fare belle campagne.
  • Vogliono lusingare il tuo ego per giustificare il loro costo.

[/su_list]

C’ è una brutta notizia per te.

[su_quote]Questa non era l’unica brutta notizia.[/su_quote]

La tempesta perfetta distruggerà la tua azienda?

Il mondo è cambiato, coloro che non se ne rendono conto, penso sinceramente che siano spacciati.

Si sta verificando una “Tempesta Perfetta”.

I terribili ingredienti sono :

[su_list icon=”icon: chevron-right”]

  • Internet; con la sua mostruosa capacità di informare ( nel bene e nel male )
  • Ovviamente la famigerata “Crisi Economica”.

[/su_list icon]

La miscela esplosiva che ne viene fuori ci fornisce un dato tanto certo quanto terribile.Nel commercio nulla sarà mai più come prima.

[su_list icon=”icon: chevron-right”]

  • Produttori
  • Importatori
  • Commercianti
  • Informatori
  • Venditori
  • Pubblicitari

[/su_list]

Tutti indistintamente si trovano costretti ad affrontare una battaglia con regole completamente nuove, e o le capisci e ti adegui in fretta o vieni inesorabilmente spazzato via dal campo.

Parafrasando il film “L’ultima minaccia” (1952)

[su_quote]È internet, bellezza, internet. E tu non ci puoi fare niente… niente.[/su_quote]

Negli ultimi 20 anni i meccanismi della vendita sono profondamente mutati, nessuno può non essere d’accordo con un fatto tanto ovvio.

Il dato eclatante è che grazie ad uno strumento efficace come è internet, il controllo che i compratori hanno del ciclo di acquisto è enormemente cambiato.

Uno studio del 2012 della Corporate Executive Board mostra come circa il 68% del processo decisionale di acquistare qualcosa – ricerca del prodotto, confronto con la concorrenza, valutazione del prezzo ecc…-, sia completato prima di rivolgersi ad un’azienda fornitrice e parlare con un venditore.

Il maggior artefice di questo cambiamento è chiaramente la possibilità di reperire le informazioni attraverso internet.

Un media come internet ha una capacità di educare il pubblico che per usare un eufemismo potremmo definire mostruosa (movimento 5 stelle docet ).

E’ evidente che la potenza di questo strumento è tale da aver già cambiato radicalmente le nostre abitudini in fatto di informazione.

E pensare che siamo solo all’inizio.

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Comunque già oggi – nella ricerca che segue – possiamo renderci conto della sua potenza.

[su_quote cite=”Michael Dunn” url=”http://jmichaeldunn.com/2015/01/17/content-marketing-for-dental-labs-look-around-you/”]

  • Per il 70% dei professionisti, il 20% di ogni ora trascorsa in linea è dedicata al consumo di contenuti professionali … quasi ogni giorno.
  • 52% degli intervistati ritiene che “il contenuto professionale mi aiuta a scegliere meglio”
  • Il 67% ha detto che “mi piace essere il primo a ricevere e condividere contenuti professionali che anche altri potrebbero trovare utili”
  • Quando è stato chiesto di definire “contenuti professionali”, il 50% ha citato “notizie sulle tendenze nell’industria” e il 41% ha sottolineato “lo sviluppo professionale, la leadership, e la produttività”

[/su_quote]

Questo vuol dire che la festa è finita e dobbiamo andare tutti a casa ?

Che è un processo su cui non potremo più esercitare alcun controllo ?

Certo che no.

Significa che nei momenti di cambiamento come questo, c’è poco per tutti ma tantissimo per pochi.

Infatti come ogni strumento di profonda innovazione, sconvolge tutti, travolge i più, ma a quei pochi che ne colgono il senso e ne sanno sfruttare le possibilità, dona la possibilità di raggiungere obbiettivi mai sperati.

Se sei stato attento, nella ricerca che ti ho appena mostrato, vi sono moltissimi spunti che se ben compresi, analizzati ed utilizzati iniziano a tracciare le linee guida di un nuovo modo di comunicare dalle infinite potenzialità per la tua azienda.

Il primo passo da compiere è comprendere che se il 68% della decisione da parte di un potenziale cliente viene presa prima di incontrarti, sarà meglio che tu ti renda conto ed in fretta di un dato ovvio.

Oggi i clienti quando finalmente riesci ad entrare in contatto con loro o tenti di fissare un appuntamento hanno la facoltà – una volta impensabile – di valutarti prima ancora grazie a :

[su_list icon=”icon: chevron-right”]

  • Hanno a disposizione le ricerche di Google
  • Facebook
  • Possono verificare il tuo profilo professionale su LinkedIn
  • Ti valutano su Youtube

[/su_list icon]

Quindi hanno a disposizione armi di distruzione di massa ( di venditori ).

Ma quelle stesse armi puoi averle tu cento volte più potenti.

Se vuoi sapere di cosa si tratta, te lo scrivo nei prossimi post.

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marzo 13, 2015

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